Chi Siamo Operiamo su teritorio Nazionale e ci occupiamo senza falso pietismo, di salvaguardare i diritti degli animali secondo l'applicazione della legge 281/91 “Legge quadro in materia di animali da affezione e di prevenzione del randagismo”. DOG ANGELS » Organizzazione O.N.L.U.S. iscritta nel Registro Generale del Volontariato della Regione Lombardia DPGR 6420 DEL 17 Novmbre, 1998.
Come Operiamo Proponendo alle Regioni, alle Province, alle Comunità Montane, alle A.S.L., ai Comuni, alle Scuole, iniziative riguardanti la sensibilizzazione e la prevenzione del randagismo. Organizzando iniziative specifiche per aiutare i rifugi in difficoltà. Organizzando feste per cani con sfilate e giochi, con l’obbiettivo di "Prevenzione
del randagismo, dell’abbandono, della convivenza civile e dell’anagrafe
canina".
Diamo un TAGLIO all'abbandono! Allo stesso modo molti giornali pubblicano annunci che invitano a non abbandonare il proprio cane e le Amministrazioni Comunali diffondono sui muri delle nostre città manifesti per sensibilizzare i cittadini a proposito delle gravit à di questo fenomeno. Queste campagne pubblicitarie contro l'abbandono sono molto costose ma è necessario constatare che ottengono risultati piuttosto deludenti: il fenomeno non è affatto in diminuzione. Personalmente sono convinto che la sensibilizzazione sia solo il primo passo da fare per affrontare in modo incisivo il problema e che il numero degli abbandoni non diminuisca fornendo ai proprietari dì cani in difficoltà spot televisivi, manifesti, volantini informativi o numeri verdi che segnalano pensioni per cani malto costose. Ritengo che queste persone vadano seriamente aiutate, e non solo nel periodo estivo, a risolvere i loro problemi prima che decidano di abbandonare il cane. Le persone che, sopraffatte dalle difficoltà, abbandonano il proprio cane lo fanno di nascosto - poi scappano lasciando questi poveri amici in mezzo a una strada soli e spaventati, alcuni muoiono di solitudine e di fame oppure sono raccolti da persone senza scrupoli, molti vengono investiti dalle automobili causando gravi danni non solo a se stessi ma anche agli altri. Se il cane è "fortunato" viene
ritirato da operatori autorizzati e ospitato presso rifugi
pubblici o convenzionati che sono le uniche strutture
autorizzate dalla legge
alla raccolta dei cani vaganti. Le spese per il sostentamento
e per le cure veterinarie del cane ritrovato e ospitato
in queste strutture sono a totale carico della Amministrazione
Comunale e
della A.S.L. competente
per il territorio sul quale è stato ritrovato il cane. Sarebbe meglio che chi si trova in seria difficoltà a tenere il proprio cane, senza dover ricorrere all'abbandono, possa recarsi direttamente nelle strutture pubbliche della propria città per lasciare il cane, magari contribuendo anche parzialmente al suo mantenimento. Per le Amministrazioni Comunali il costo aggiuntivo (rispetto ai costi attuali) di una simile operazione è complessivamente nullo e permette in compenso di evitare molte sofferenze ai cani e anche a chi si può trovare coinvolto in un incidente automobilistico a causa di un cane vagante sulle strade. Mi sembra un importante atto di civiltà evitare al cane ulteriori sofferenze oltre a quella già terribile dell'allontanamento dal proprio padrone. Sono convinto che questa sia l'unica strada percorribile
per dare un taglio al fenomeno dell'abbandono degli animali
proprio perché spesso chi decide di separarsi dal proprio cane lo fa
dietro pressione di seri problemi. Il fatto che molti dei cani con tatuaggio
che giungono nei rifugi pubblici o convenzionati, una volta rintracciati
i proprietari, non vengano da questi ritirati nonostante le
sanzioni molto elevate testimonia che dietro molti abbadoni esistono situazioni
di persone che realmente non possono più tenere il cane. Mi auguro che questa sia sempre di più la direzione verso cui andare per risolvere l'annoso problema dell'abbandono. Anche se non credo sia una strada facile da percorrere, non tanto per i problemi economici che, nonostante quanto si possa pensare in un primo momento non implicano costi aggiuntivi, ma per una certa forma di spettacolarizzazione che si è diffusa nel modo di trattare questo argomento e che consente di intenerire e di far piangere la gente senza in realtà permettere di approfondire il problema nella sua complessità e di trovare soluzioni efficaci che pongano un freno a questa carneficina di animali che si verifica con tutti questi abbandoni. |