Chi Siamo
Siamo un gruppo di animalisti ed operiamo tutti come volontari per la protezione e la tutela degli animali; in particolare per cani e gatti.
La nostra Associazione, è nata nel 1996 e non ha alcun scopo di lucro.Si basa esclusivamente sull'autofinanziamento e sulle quote associative.

Operiamo su teritorio Nazionale e ci occupiamo senza falso pietismo, di salvaguardare i diritti degli animali secondo l'applicazione della legge 281/91 “Legge quadro in materia di animali da affezione e di prevenzione del randagismo”.

DOG ANGELS » Organizzazione O.N.L.U.S. iscritta nel Registro Generale del Volontariato della Regione Lombardia DPGR 6420 DEL 17 Novmbre, 1998.

 

Come Operiamo
Con servizi e progetti di volontariato animalista per gli Enti Pubblici e presso rifugi per cani.
Con attività di supporto a tutte le associazioni che vogliono approfondire le problematiche della legge 281/91.

Proponendo alle Regioni, alle Province, alle Comunità Montane, alle A.S.L., ai Comuni, alle Scuole, iniziative riguardanti la sensibilizzazione e la prevenzione del randagismo.
Pubblicizzando tutti i rifugi pubblici e i rifugi convenzionati (canili) per una migliore conoscenza nel territorio.
Pubblicizzando i cani ospiti in detti rifugi a mezzo stampa, radio, televisione e internet per incentivare le adozioni e facilitare il ritrovamento dei cani persi.

Organizzando iniziative specifiche per aiutare i rifugi in difficoltà.
Con banchetti informativi per sensibilizzare “direttamente” la gente sul problema dell’abbandono, del randagismo e della convivenza civile - pulire dove il cane sporca

Organizzando feste per cani con sfilate e giochi, con l’obbiettivo di "Prevenzione del randagismo, dell’abbandono, della convivenza civile e dell’anagrafe canina".
Per la difesa ed il recepimento nella Comunit à Europea della Legge Italiana 281/91.

 

Diamo un TAGLIO all'abbandono!
Da diversi anni durante il periodo estivo le televisioni trasmettono spot contro l'abbandono degli animali, fenomeno che con l'avvicinarsi delle ferie per milioni e milioni di persone assume sempre proporzioni gigantesche.

Allo stesso modo molti giornali pubblicano annunci che invitano a non abbandonare il proprio cane e le Amministrazioni Comunali diffondono sui muri delle nostre città manifesti per sensibilizzare i cittadini a proposito delle gravit à di questo fenomeno.

Queste campagne pubblicitarie contro l'abbandono sono molto costose ma è necessario constatare che ottengono risultati piuttosto deludenti: il fenomeno non è affatto in diminuzione.

Personalmente sono convinto che la sensibilizzazione sia solo il primo passo da fare per affrontare in modo incisivo il problema e che il numero degli abbandoni non diminuisca fornendo ai proprietari dì cani in difficoltà spot televisivi, manifesti, volantini informativi o numeri verdi che segnalano pensioni per cani malto costose. Ritengo che queste persone vadano seriamente aiutate, e non solo nel periodo estivo, a risolvere i loro problemi prima che decidano di abbandonare il cane.

Le persone che, sopraffatte dalle difficoltà, abbandonano il proprio cane lo fanno di nascosto - poi scappano lasciando questi poveri amici in mezzo a una strada soli e spaventati, alcuni muoiono di solitudine e di fame oppure sono raccolti da persone senza scrupoli, molti vengono investiti dalle automobili causando gravi danni non solo a se stessi ma anche agli altri.

Se il cane è "fortunato" viene ritirato da operatori autorizzati e ospitato presso rifugi pubblici o convenzionati che sono le uniche strutture autorizzate dalla legge alla raccolta dei cani vaganti. Le spese per il sostentamento e per le cure veterinarie del cane ritrovato e ospitato in queste strutture sono a totale carico della Amministrazione Comunale e della A.S.L. competente per il territorio sul quale è stato ritrovato il cane.
Poiché i cani che giungono al rifugio in conseguenza di un abbandono devono essere spesso curati anche in modo serio e poi vi stazionano fino a quando trovano una nuova famiglia disposta ad adottarli, è lecito domandarsi se non sia preferibile intervenire aiutando il proprietario del cane in seria difficolt à prima che questi decida di abbandonarlo.

Sarebbe meglio che chi si trova in seria difficoltà a tenere il proprio cane, senza dover ricorrere all'abbandono, possa recarsi direttamente nelle strutture pubbliche della propria città per lasciare il cane, magari contribuendo anche parzialmente al suo mantenimento. Per le Amministrazioni Comunali il costo aggiuntivo (rispetto ai costi attuali) di una simile operazione è complessivamente nullo e permette in compenso di evitare molte sofferenze ai cani e anche a chi si può trovare coinvolto in un incidente automobilistico a causa di un cane vagante sulle strade. Mi sembra un importante atto di civiltà evitare al cane ulteriori sofferenze oltre a quella già terribile dell'allontanamento dal proprio padrone.

Sono convinto che questa sia l'unica strada percorribile per dare un taglio al fenomeno dell'abbandono degli animali proprio perché spesso chi decide di separarsi dal proprio cane lo fa dietro pressione di seri problemi. Il fatto che molti dei cani con tatuaggio che giungono nei rifugi pubblici o convenzionati, una volta rintracciati i proprietari, non vengano da questi ritirati nonostante le sanzioni molto elevate testimonia che dietro molti abbadoni esistono situazioni di persone che realmente non possono più tenere il cane.
In alcuni Comuni, Sindaci molto illuminati già ritirano i cani dei propri cittadini in difficoltà convinti che gli stessi cani, se abbandonati e se ancora vivi dopo una esperienza terrificante, dovrebbero in ogni caso essere ritirati e mantenuti dalla Amministrazione Comunale come prevede la legge vigente, e magari anche curati per molto tempo con costi elevati.

Mi auguro che questa sia sempre di più la direzione verso cui andare per risolvere l'annoso problema dell'abbandono. Anche se non credo sia una strada facile da percorrere, non tanto per i problemi economici che, nonostante quanto si possa pensare in un primo momento non implicano costi aggiuntivi, ma per una certa forma di spettacolarizzazione che si è diffusa nel modo di trattare questo argomento e che consente di intenerire e di far piangere la gente senza in realtà permettere di approfondire il problema nella sua complessità e di trovare soluzioni efficaci che pongano un freno a questa carneficina di animali che si verifica con tutti questi abbandoni.